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Il timer del digiuno intermittente

16:8, 18:6, 20:4, OMAD: quanto manca, a che ora puoi mangiare, entro quando chiudere la finestra. Le app che fanno esattamente questo chiedono fino a 14,99 € al mese: è una sottrazione tra due orari, e la fa il tuo browser.

1. Il tuo digiuno

Scegli il protocollo e dimmi un orario. Nient'altro.

2. A che punto sei

Inserisci un orario per far partire il conto.

Come funziona il calcolo (senza giri di parole)

Quello che è dimostrato, quello che è plausibile e quello che è marketing: qui sono tre cose separate.

Il conto è una sottrazione. «16:8» vuol dire 16 ore senza calorie e 8 ore in cui mangi: dall'ora del tuo ultimo boccone aggiungo le ore di digiuno e ottengo quando puoi ricominciare; da lì aggiungo la finestra e ottengo quando chiuderla. Tutto qui. Non c'è niente da misurare, quindi non c'è niente da abbonare.

Le fasi sono medie, non il tuo corpo. Le ore che vedi nella cronologia vengono da studi sul metabolismo a digiuno: il glicogeno del fegato che si esaurisce indicativamente tra le 12 e le 24 ore, i corpi chetonici che iniziano a salire in modo misurabile dopo circa 12–16 ore. Ma dipendono da cosa hai mangiato, da quanto ti muovi, dalla massa muscolare e dall'allenamento: chi ha appena fatto una corsa lunga ci arriva molto prima, chi ha cenato con un piatto di pasta molto dopo. Prendile come un ordine di grandezza.

L'autofagia: qui le app mentono. Molte app ti disegnano una barretta che «sblocca l'autofagia» a un'ora precisa, tipo un videogioco. Nell'uomo non è così: l'autofagia è un processo continuo che si accentua con il digiuno, non un interruttore, e non esiste un modo pratico di misurarla fuori da una biopsia. Le ore che circolano vengono in gran parte da studi su topi. Quindi qui non troverai un contatore dell'autofagia: non perché non succeda niente, ma perché nessuno può dirti a che ora succede a te.

Cosa dice davvero la ricerca. Gli studi controllati che confrontano il digiuno intermittente con una normale dieta a parità di calorie trovano in genere risultati simili sul peso: il vantaggio principale è che avere una finestra chiusa è una regola semplice, e per molte persone mangiare meno viene da sé. È un modo di organizzare i pasti, non una leva metabolica magica. Se ti trovi bene, ottimo; se ti fa arrivare a cena affamato e finire il pacco di biscotti, non è lo strumento giusto per te.

Quando non farlo, o non farlo da solo. Il digiuno intermittente non è indicato in gravidanza e allattamento, in età evolutiva, con un disturbo del comportamento alimentare in corso o alle spalle, con diabete trattato con insulina o sulfoniluree (rischio di ipoglicemia), con sottopeso, o quando si prendono farmaci che vanno assunti con il cibo. In tutti questi casi serve prima un medico, non un timer. Questo strumento conta le ore: non è un consiglio medico e non sostituisce nessuno.

Durante il digiuno. Acqua, tè e caffè senza zucchero né latte non interrompono il digiuno in alcun senso pratico. Se il tuo caffè è dopo le ore in cui vuoi dormire, però, il problema si sposta: RiseFree ti dice a che ora chiudere la giornata.